Negli ultimi anni la sicurezza dei dati è diventata un tema centrale per qualsiasi azienda.
Attacchi informatici, ransomware, furti di informazioni e interruzioni operative non sono più eventi rari o riservati alle grandi multinazionali.
In questo contesto, normative come GDPR e NIS2 hanno reso evidente un concetto chiave: la protezione dei dati non è più una scelta, ma un obbligo preciso per le imprese.
Capire cosa richiedono queste normative è fondamentale per evitare sanzioni, ma soprattutto per garantire continuità operativa, affidabilità e tutela del proprio business.
Perché oggi la sicurezza dei dati è un obbligo e non solo una buona pratica
La digitalizzazione ha portato enormi vantaggi, ma ha anche aumentato in modo significativo la superficie di rischio.
Dati aziendali, informazioni sui clienti, documenti interni e sistemi produttivi sono diventati bersagli appetibili.
GDPR e NIS2 nascono proprio da questa esigenza: ridurre i rischi legati alla gestione dei dati e aumentare il livello di sicurezza complessivo delle organizzazioni.
Non si tratta di normative “tecniche”, ma di regole che impattano direttamente il modo in cui le aziende lavorano ogni giorno.
GDPR: responsabilità e sicurezza dei dati aziendali
Quando si parla di GDPR, spesso si pensa solo alla privacy o alle informative. In realtà, uno dei pilastri del regolamento è la sicurezza dei dati personali.
Il GDPR richiede alle aziende di adottare misure tecniche e organizzative adeguate per proteggere i dati trattati.
Questo significa che non esiste una soluzione standard valida per tutti: ogni azienda deve valutare i propri rischi e adottare contromisure coerenti.
Tra gli aspetti più rilevanti:
- controllo degli accessi ai sistemi;
- protezione delle infrastrutture IT;
- backup e ripristino dei dati;
- tracciabilità delle operazioni;
- gestione degli incidenti di sicurezza.
Il principio di “accountability” è centrale: l’azienda deve poter dimostrare di aver fatto tutto il possibile per proteggere i dati.
NIS2: perché cambia il modo di affrontare la sicurezza informatica
La direttiva NIS2 amplia e rafforza il concetto di sicurezza informatica a livello europeo.
Rispetto al passato, coinvolge un numero molto più ampio di organizzazioni, comprese molte PMI che prima non rientravano negli obblighi.
L’obiettivo è chiaro: aumentare la resilienza delle aziende e dei servizi essenziali, riducendo l’impatto degli incidenti informatici.
Con NIS2 entrano in gioco:
- obblighi di prevenzione;
- obblighi di gestione e notifica degli incidenti;
- maggiore responsabilità del management;
- attenzione alla continuità operativa.
La sicurezza non è più solo una questione IT, ma un tema strategico che riguarda l’intera organizzazione.
Cosa rischia un’azienda non conforme a GDPR e NIS2
Essere non conformi a GDPR e NIS2 non significa soltanto esporsi a possibili sanzioni economiche.
I rischi più rilevanti sono spesso immediati e incidono direttamente sull’operatività aziendale.
Un incidente informatico può infatti causare il blocco delle attività, la perdita o la compromissione dei dati e generare danni reputazionali difficili da recuperare nel tempo.
A tutto questo si aggiunge una responsabilità sempre più diretta per dirigenti e amministratori, chiamati a rispondere delle scelte adottate in materia di sicurezza.
Spesso, solo dopo eventi critici, le aziende si rendono conto di quanto la sicurezza dei dati sia un elemento fondamentale per la propria continuità operativa.
Sicurezza dati: tecnologia, processi e persone
Un errore comune è pensare che basti installare un firewall o un antivirus per essere davvero “a posto”.
In realtà, GDPR e NIS2 richiedono un approccio molto più strutturato, che vada oltre la semplice tecnologia.
La sicurezza dei dati nasce dall’integrazione tra infrastrutture protette e costantemente aggiornate, procedure operative chiare e condivise all’interno dell’azienda e un monitoraggio continuo dei sistemi.
A questo si affianca un elemento spesso sottovalutato ma fondamentale: la formazione del personale, che deve essere consapevole dei rischi e dei comportamenti corretti.
Solo combinando tecnologia, processi e competenze è possibile ridurre concretamente il rischio e rispondere in modo adeguato agli obblighi normativi.
Come affrontare GDPR e NIS2 in modo concreto e sostenibile
Affrontare gli obblighi di sicurezza dei dati non significa stravolgere l’azienda, ma costruire un percorso graduale e consapevole.
Analizzare l’infrastruttura esistente, individuare le criticità, definire priorità e intervenire in modo mirato permette di migliorare la sicurezza senza appesantire i processi.
GDPR e NIS2 impongono alle aziende di adottare un approccio consapevole e strutturato alla sicurezza dei dati, basato sulla valutazione e sulla gestione dei rischi.
Ed è proprio questa consapevolezza che oggi fa la differenza tra un’azienda vulnerabile e una davvero solida.
Domande Frequenti (FAQ)
Quali sono gli obblighi principali di GDPR e NIS2 per le aziende?
GDPR e NIS2 richiedono alle aziende di proteggere dati e sistemi informatici adottando misure di sicurezza adeguate. Tra gli obblighi principali rientrano il controllo degli accessi, la protezione delle infrastrutture IT, la gestione degli incidenti di sicurezza e la capacità di dimostrare le misure adottate.
GDPR e NIS2 si applicano a tutte le aziende?
Il GDPR si applica a tutte le aziende che trattano dati personali, indipendentemente da dimensione o settore. La direttiva NIS2, invece, amplia ulteriormente il perimetro, coinvolgendo anche molte PMI considerate rilevanti per la continuità dei servizi, delle filiere produttive o delle infrastrutture digitali. In entrambi i casi, la sicurezza dei dati diventa una responsabilità concreta per un numero sempre più ampio di imprese.
Cosa rischia un’azienda che non rispetta gli obblighi di sicurezza dei dati?
La non conformità può comportare sanzioni economiche, ma anche conseguenze operative come il blocco delle attività, la perdita di dati, danni reputazionali e responsabilità dirette per dirigenti e amministratori.
È sufficiente avere antivirus e firewall per essere conformi?
No. GDPR e NIS2 non richiedono solo strumenti tecnologici, ma un approccio strutturato alla sicurezza. Oltre a firewall e antivirus, servono procedure, monitoraggio continuo, backup affidabili e formazione del personale.
Come può un’azienda affrontare gli obblighi di GDPR e NIS2 in modo concreto?
Il primo passo è analizzare l’infrastruttura esistente e individuare i principali rischi. Successivamente è necessario definire misure di sicurezza adeguate, procedure operative chiare e un piano di gestione degli incidenti, integrando tecnologia, processi e competenze.


